AutoSguardo sul futuro

Donne e automotive: l’8 marzo è tutti i giorni

Donne e automotive: tante società in vista dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, hanno puntato i riflettori sulle figure femminili presenti in azienda. Il mondo dell’auto non è da meno. Da sempre maschilista, sta mettendo in atto un vero e proprio cambio di prospettiva come vi scriviamo ad ogni uscita di MissionFleet, il nostro magazine di fleet management nella rubrica “Donne al Volante”.

Nissan e le donne: le designer di Juke

Ecco Nissan, con due donne designer che hanno contribuito a realizzare il nuovo Juke, il crossover “ribelle” nelle linee, in grado di condensare il look da beach buggy, con forme compatte, ideali per le strade cittadine.

Come evidente dalla scorsa generazione, i clienti di tutta Europa hanno già apprezzato l’approccio inedito al segmento B di Juke.

La sfida più importante era rendere il design dell’auto ancora più personale.

Attingendo a oltre 30 anni di esperienza, Lesley Busby, Colour manager di Nissan, e Carine Giachetti, Colour, material and finish designer, si sono ispirate al mondo che le circonda.

«Nissan Design Europe sorge nel cuore di Londra, dove si respira un mix di architettura, arte moderna e moda. Tutti questi elementi hanno acceso la nostra immaginazione quando abbiamo rivisitato l’aspetto del nuovo Juke e ci hanno permesso di affinare le opzioni cromatiche e capire quali saranno in voga nei prossimi anni», ha spiegato Carine Giachetti.

L’evoluzione del crossover oggi rispecchia i gusti dei clienti e le tendenze del momento. E sono in grado di fissare anche nuovi standard nel segmento, in termini di design e personalizzazione.

«Da qualche anno a questa parte, i driver hanno aspettative molto alte per quanto riguarda il design dei veicoli. Le persone sono più aggiornate sugli ultimi trend stilistici e hanno a disposizione più informazioni che in passato – ha dichiarato Lesley Busby -. Per noi è un grande stimolo crescere di pari passo con questa aspettativa e dimostrarci all’altezza della sfida: siamo in grado di offrire loro un nuovo livello di personalizzazione e una qualità eccezionale. Tutto questo ci rende estremamente soddisfatti».

Leggi qui del restyling di Nissan Juke.

Donne in Seat, una conferenza per riflettere

Dal fronte spagnolo, l’8 marzo è stato motivo di riflessione per il personale Seat.

Maite Egoscozabal, sociologa del Club Malasmadres è stata invitata a Martorell – sede del marchio – per condurre il workshop “Io non voglio rinunciare a nulla (Io non renuncio)”, sull’importanza di raggiungere l’uguaglianza tra i generi.

Un’iniziativa che si affianca al programma di formazione sulla diversità dedicato a tutti i dirigenti dell’azienda e team leader, al fine di aumentare la consapevolezza dei pregiudizi inconsci.

Le donne in Seat oggi sono circa tremila, il 21% circa e il 24% di loro salgono ai piani alti.

Tra loro Mareike Gross che nel dipartimento di sviluppo di Seat è a capo del team sistemi elettrici, package e sicurezza informatica.

«Quando sono arrivata in Seat sono stata felice di vedere il numero di donne che lavorano nell’area di sviluppo. Penso davvero che sia importante essere qui, perché dobbiamo progettare una mobilità che tenga conto di interessi e bisogni diversi, una mobilità per tutti», ha detto.

Il team del colore è donna

Francesca Sangalli, membro del Centro design Seat, responsabile color & trim concept & strategy per la progettazione di colori e materiali dei nuovi modelli, osserva: «In questo reparto c’è una grande predominanza di donne, dovuta alla sensibilità richiesta, dalla scelta dei colori, dalla combinazione di materiali e dalla cura di ogni singolo dettaglio».

Continua: «Le donne della mia squadra sono incredibilmente intelligenti, adattabili, proattive e provocatorie. E sono grandi giocatrici del lavoro di team. In un mondo così fluido e in movimento, siamo pronte a non separare i generi, ma ad unirli. Per questo anche sugli ultimi prodotti, come la nuova Leon, abbiamo lavorato oltre che sulla personalizzazione, sugli interni. Essi danno la possibilità al guidatore di sentirsi sempre a suo agio nell’ambiente, e avere quasi un feeling di casa grazie alla scelta di materiali, colori e texture differenti, come il simil legno o il metallo».

Approfondisci qui sulla nuova Leon.

Non manca un lato femminile anche nell’ambito digital.

La responsabile dei prodotti digitali di Seat è Paqui Lizana: l’obiettivo principale del suo lavoro è rendere facile qualcosa che diventa sempre più complesso.

«La mia passione è generare cambiamenti. Penso che possiamo contribuire con qualcosa di molto prezioso, la chiave dell’innovazione sta nella diversità», afferma Lizana.

A 37 anni ha visto com’è aumentato il numero di donne nell’ambito dell’ingegneria. In Paesi come il Regno Unito, il numero di ingegnere è raddoppiato in cinque anni, raggiungendo 58.000 nel 2018, secondo l’associazione femminile Stem.

È diversa la situazione in Italia, dove la media nazionale delle giovani universitarie che frequentano corsi di scienze, tecnologie, ingegneria e matematica è il 17,7% contro il 32% di quella europea. Nell’alta specializzazione il 70% del genere femminile risulta essere ancora relegato ai settori umanistici ed economici (Unesdoc, 2018).

Vedi il video delle donne in Seat

Donne e automotive in Bosch: la “diversità” è valore

«Se la difficoltà nel reclutare ingegneri è alta, in Italia diventa ancora maggiore se il focus è solo sulle donne che frequentano la facoltà di ingegneria: il numero è esiguo», spiega Bosch Italia.

Cosa ne pensa il colosso, presente nel nostro Paese dal 1904 e pioniere di tante invenzioni che ne fanno il leader della componentistica dell’automotive?

«Secondo noi la “diversità” crea valore non il contrario. Gli ambiti della scienza sono molto maschili, ma in tutto ciò perdiamo i contribuiti che le donne possono portare in questo ambiente – commenta Fabio Giuliani, general manager di Bosch Group Italy -. Bosch lavora sulla tecnica e solo specializzandosi su tutti i punti di vista è in grado di lavorare sulla specificità».

La società non ha aspettato l’8 marzo.

Già dallo scorso anno, l’iniziativa Girls@Bosch è arrivata direttamente nelle aule scolastiche. Ha l’obiettivo di rimuovere i preconcetti per cui raramente le ragazze si avvicinano alle materie scientifiche, rendendole occasioni di stimolo, sfida personale, crescita e opportunità lavorative.

«Lavoriamo continuamente per migliorarci. Al momento sono diverse le figure femminili salite di livello in azienda: ovviamente sono ingegneri e conoscono a menadito il prodotto», conclude il manager.

Approfondisci sui nuovi sensori Lidar di Bosch che rilevano ostacoli molto lontani.

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